Sq. Antilopi
MISSIONE SQUADRIGLIA ANTILOPI 12-13 marzo 2011
Il giorno 12 marzo 2011 noi della sq. Antilopi ci trovammo alla stazione FTV, dove scoprimmo di star per partire per una magnifica missione sul GIORNALISMO: la specialità di squadriglia che vogliamo conquistare quest’anno.
Impazienti di partire quindi facemmo subito l’urlo e i capi ci consegnarono una busta dove c’era scritto tutto quello che dovevamo fare e i biglietti per la corriera. Zaini in spalla e ci avviammo verso la corriera di linea 5, per scoprire che non era la nostra (errore n.1 dei capi)! Chiedemmo informazioni all’autista che ci disse di prendere la corriera di linea 8. Una volta a bordo, finimmo di leggere la lettera, in cui c’era scritto che , appena scese al paesino di Marsan, avremmo dovuto imboccare la prima strada di fianco alla chiesa: la nostra destinazione era la prima casa sulla destra. Purtroppo, una volta scese, scoprimmo che le indicazioni erano completamente sbagliate (errore n. 2 dei capi). Dopo aver girovagato per un bel po’ senza meta, con numerosi tentativi di raggiungere la casa, un gentile ciclista ci spiegò come arrivare all’azienda agricola - sociale “la Pachamama”. Il luogo era immerso tra le colline e le viti e Maurizio Radin, proprietario della casa, ci indicò il luogo adatto per montare la tenda ed accendere il fuoco. Riuscimmo, in breve tempo, a sistemarci e dividerci i turni per fare la legna, il fuoco e mangiare una tipica cena alla trappeur: carne e patate. Così organizzate riuscimmo miracolosamente a mangiare nel giro di un’ora. Dopo aver gustato la carne (per la prima volta cotta del tutto), ci radunammo intorno al fuoco per parlare, scherzare e discutere della specialità di sq; finché non decidemmo che era ora di andare a “letto”.
Facemmo la preghiera e poi, esaurite per la faticosa giornata, ci addormentammo ancor prima di riuscire ad appoggiare la testa al cuscino. La mattina ci svegliammo alle 7.00, pronte per un’altra giornata che in seguito si sarebbe rivelata piena di sorprese. Facemmo colazione in fretta e ci recammo in chiesa per la messa delle 8.00, nonostante nella lettera fosse indicato di andare ad un’inesistente celebrazione delle ore 9.00 (errore n. 3 dei capi). Finita la messa tornammo a casa di Maurizio giusto in tempo per veder arrivare i lupetti, anch’essi in visita dell’azienda. Quella mattina Maurizio ci avrebbe illustrato ciò di cui si occupa, cosa produce e il modo in cui lavora la Pachamama. Ovviamente noi, da brave giornaliste, eravamo pronte a fotografare e prendere appunti per preparare uno stupendo reportage da presentare al reparto una volta tornate a Vicenza. Dopo una breve passeggiata in mezzo ai campi arati, giungemmo ad un recinto dove ci accolsero 6 simpatici asini: Agata, Amelia, Astra, Cesira, Natalina (da noi soprannominata Pasqualina) e il piccolo Valentino, figlio di Cesira. Dopo averci parlato un po’ di questi affettuosissimi animali, Maurizio ci condusse in un altro recinto dove avremmo potuto svolgere delle attività particolari con essi. Iniziammo ad entrare a turno di sestiglia/squadriglia nello steccato per spazzolare gli asini ed accarezzarli. Maurizio allora ci spiegò dell’utilizzo che la Pachamama fa di queste creature assai socievoli: ogni settimana persone con problemi fisici o relazionari si recano all’azienda per passare del tempo con loro e svolgere la cosiddetta Pet-Therapy.
Il tempo volò e subito si passò ad un’altra attività che consisteva nel salire in groppa agli asini e fare complicate acrobazie (ovviamente l’unica fra noi a riuscirci con successo fu Laura). Mentre il branco faceva il secondo giro, noi togliemmo il disturbo e andammo a smontare la tenda. A quel punto sistemammo il reportage, facemmo le foto che ci mancavano e mangiammo i nostri panini. Ce la prendemmo con calma, in compagnia di Chiara, la piccola figlia di Maurizio che ci diede ulteriori informazioni sul posto. Ci mostrò le casette delle api e facemmo un ultimo giro al recinto degli asini per salutare i nostri nuovi amici.
Il tempo passò veloce (troppo) e dovemmo salutare e ringraziare la famiglia Radin in tutta fretta, per poi correre alla fermata della corriera e prenderla giusto in tempo. Il viaggio durò così poco che quasi non ce ne accorgemmo. Una volta arrivate scaricammo tende, zaini e sacchetti vari per poi uscire dalla stazione, dove capi e genitori ci aspettavano impazienti di rivedere le loro stupende figlie/guide. Facemmo nuovamente l’urlo e, dopo due giorni lunghi ed emozionanti, tornammo tutte a casa sane e salve dove ci aspettava il nostro letto.
Ps: Nonostante i 3 piccoli errori che hanno compiuto, ringraziamo i capi per averci organizzato questa fantastica missione di squadriglia!!
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