Progetto educativo 2019-2022

INTRODUZIONE

Il Gruppo Scout Vicenza 11 è nato il 22 settembre 1985.

Da diversi anni il gruppo guarda alle esigenze dei quartieri S. Bortolo e Italia partecipando alla vita delle due parrocchie (Cuore Immacolato di Maria e San Paolo Apostolo) e accogliendo per la maggior parte ragazzi di tali quartieri; in alcuni casi i ragazzi provengono da altri quartieri e comuni limitrofi al Comune di Vicenza.

All’interno del nostro Gruppo i ragazzi sono suddivisi, a seconda delle età, in tre branche:

  • Branca L/C, il “Branco Roccia della Pace” – tra gli 8 anni (terza elementare) e i 10 anni (quinta elementare);
  • Branca E/G, il “Reparto Rosa dei Venti” e il “Reparto Freccia d’Argento” – tra gli 11 anni (prima media) e i 15 anni (seconda superiore);
  • Branca R/S, divisa tra l’anno di “Noviziato” a 16 anni (terza superiore) ed il “Clan-Fuoco Clandestino” che inizia a 17 anni e conclude il percorso scout all’età di 20-21 anni.

Attualmente il gruppo è costituito da un Branco, due Reparti paralleli, un Noviziato, un Clan/Fuoco e una Comunità Capi con un Assistente Ecclesiastico.

Tutte le Branche svolgono le loro attività all’interno dei locali delle Parrocchie del Cuore Immacolato di Maria e di San Paolo Apostolo.

Orizzonte della nostra azione educativa è la Partenza: il passaggio con cui i capi Clan/Fuoco riconoscono e affidano a ogni ragazza e ragazzo la responsabilità di saper proseguire il proprio cammino da soli, capaci di compiere scelte autonome e consapevoli, di essere responsabili verso se stessi e verso gli altri, testimoni della Parola del Signore, portando, nel proprio ambiente di vita, i valori appresi nell’esperienza dello scautismo.

La costituzione della nuova Unità Pastorale, che unisce le Parrocchie del Cuore Immacolato di Maria, San Paolo Apostolo, Polegge e Laghetto (territori nei quali opera il Gruppo Scout Vicenza 14) è un’occasione sfidante per giocare il nostro ruolo all’interno di una comunità in cammino alla luce del Vangelo.

 

In cosa crediamo. I valori che ci orientano. Lo stile che scegliamo.

La nostra Comunità Capi si riconosce e aderisce al Patto Associativo Agesci.

Il Patto esprime l’identità, l’impegno e la speranza che tutti condividiamo.

I valori che ispirano la nostra azione sono quelli dello scautismo, sintetizzati dalla Legge e dalla Promessa.

 

La Legge scout

La Guida e lo Scout:

  1. pongono il loro onore nel meritare fiducia;
  2. sono leali;
  3. si rendono utili e aiutano gli altri;
  4. sono amici di tutti e fratelli di ogni altra Guida e Scout;
  5. sono cortesi;
  6. amano e rispettano la natura;
  7. sanno obbedire;
  8. sorridono e cantano anche nelle difficoltà;
  9. sono laboriosi ed economi;
  10. sono puri di pensieri parole e azioni.

 

La Promessa scout

Con l’aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio:

  • per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese;
  • per aiutare gli altri in ogni circostanza;
  • per osservare la Legge scout.

 

Il Motto

Il motto dei lupetti è “del nostro meglio” ed esprime lo spirito di impegno dei lupetti a migliorarsi, a superarsi continuamente, a progredire nel bene.

Il motto degli esploratori e delle guide è “sii preparato” (estote parati) ed esprime la disponibilità ad essere sempre pronti ad aiutare gli altri con competenza.

Il motto dei rover e delle scolte è “servire” ed esprime la convinzione che il vero modo per essere felici sia quello di procurare la felicità agli altri mettendosi a loro servizio.

 

ANALISI

Analisi del contesto

La realtà nella quale il nostro gruppo si colloca è cambiata negli ultimi anni. Il perdurare della crisi valoriale (che sta coinvolgendo e influenzando la quotidianità delle famiglie) e la crisi ambientale ci spingono a considerare ancora e sempre più necessario uno stile di vita essenziale e una scelta critica dei nostri consumi.

La multiculturalità abbraccia sempre più gli ambienti e le relazioni che viviamo, dalla scuola alla parrocchia e agli spazi dei quartieri, spingendoci ad aprirci e a conoscere le altre realtà presenti.

Sembra aumentare in maniera significativa il problema della solitudine e dell’isolamento.

Verifichiamo l’inaridimento dei rapporti sociali, la chiusura e la crescita dell’individualismo, la mancanza di fiducia nell’altro, con una sempre maggiore percezione di insicurezza.

Nei ragazzi il rischio e la paura di isolamento rendono sempre più importante “esser parte di un gruppo e star bene”; in questa situazione la tensione emotiva (la vulnerabilità) dei ragazzi li frena dall’affrontare i conflitti.

Nei rapporti tra loro, i giovani – anche a causa dell’uso dei social media – tendono a uniformarsi.

Evidenziamo un cambiamento nella vita di fede e un progressivo allontanamento dalla Chiesa e dai sacramenti. Questo ci interroga nel nostro ruolo di educatori e testimoni della proposta cristiana.

 

Analisi interna

In questi anni la domanda di ingresso al gruppo Scout è rimasta elevata, anche in concomitanza con il depauperamento delle attività di altri gruppi giovanili nei quartieri. Il gruppo Scout è una delle poche occasioni educative organizzate in grado ancora di attrarre i ragazzi e di offrire proposte e attività capaci di rispondere alle richieste delle famiglie del territorio.

Talvolta percepiamo che le priorità delle famiglie non corrispondono alla nostra proposta e alla nostra azione educativa.

Riteniamo importante continuare a far leva sulla collaborazione fra capi e genitori e ci impegniamo affinché questo rapporto continui per la realizzazione di questo progetto educativo.

Riteniamo positiva e stimolante l’esperienza di accompagnamento ai cresimandi, occasione di formazione cristiana al Sacramento che ha coinvolto decine di ragazzi del nostro gruppo.

Siamo convinti che per un corretto accompagnamento dei ragazzi nella loro autoformazione sia importante tenere traccia scritta dei momenti significativi di progressione personale.

L’ascolto dei ragazzi e la condivisione del loro cammino emerge nella sintesi dei loro interessi, aspirazioni, attese e sentimenti, nonché delle loro difficoltà che qui proponiamo divise per fasce d’età:

 

8-10 anni (LUPETTI)

Grazie alla loro fantasia, i bambini in età di scuola primaria si entusiasmano, si divertono facilmente e sanno stupirsi delle piccole cose. Allo stesso tempo la naturale energia che li contraddistingue ne accorcia i tempi di attenzione e la capacità di rimanere coinvolti a lungo in un’attività. I bambini sono molto focalizzati sul momento presente ponendo poca attenzione sui ricordi, con difficoltà invece a posticipare i desideri futuri (saper aspettare!).

La loro settimana, organizzata dagli adulti, è scandita da numerosi impegni a discapito del tempo libero, spazio che, se insegnato a vivere in modo creativo, diventa trampolino per dare forma alla fantasia e capire i propri sogni.

Nei bambini di oggi si riscontra un forte bisogno di movimento, di avventura e di manualità. Si avverte inoltre la necessità di sentirsi affidate alcune responsabilità e di sperimentare la libertà dal nucleo familiare per cominciare a scoprire la propria identità.

Nelle relazioni, seppur provocatori nei confronti degli adulti, i bambini si lasciano coinvolgere e dimostrano una grande spontaneità. Sono molto aperti con gli adulti significativi per loro, nei quali cercano un punto di riferimento.

 11-15 anni (ESPLORATORI E GUIDE)

In età di reparto i ragazzi e le ragazze affrontano una fase di grande conflitto interiore; la
diversità e la molteplicità dei modelli con cui entrano in contatto rendono difficile individuare “la propria strada”. In questa fase (in cui anche la relazione con gli adulti diventa conflittuale) la stabilità viene ricercata soprattutto nei rapporti tra pari.
Tali rapporti sono caratterizzati dalla ricerca di armonia, dalla tendenza ad evitare il confronto e la correzione fraterna e reciproca, tanto che alle volte il rischio è quello di minimizzare i malesseri dei più piccoli. Il Reparto rappresenta comunque un ambiente sano e sicuro, nel quale anche i più timidi vengono coinvolti e trovano un loro spazio per esprimersi liberamente. Il gruppo è in genere accogliente e libero dai giudizi che evidentemente pesano sui ragazzi in altri ambiti della loro vita, con l’eccezione di alcuni casi isolati nel reparto maschile.
La vita di reparto e di squadriglia offrono ai ragazzi la possibilità, nel corso degli anni, di vivere uno spazio familiare e protetto in cui sviluppare ed esprimere la propria personalità. Il
protagonismo dei singoli è infatti incoraggiato e riconosciuto positivamente dal resto del reparto, così che specialmente coloro che più si mettono in gioco hanno la possibilità di vivere importanti occasioni di crescita e responsabilizzazione.
Rileviamo la difficoltà dei ragazzi di associare i momenti vissuti con le emozioni provate
(rielaborazione). L’impressione è che la loro realtà sia così eterogenea e frenetica da fornire un elevato numero di stimoli, che non risultano però sufficienti a trasformarsi in “esperienza”
significativa per la loro crescita. Esempio di questo è l’avventura, vissuta con entusiasmo nelle attività o uscite organizzate dai capi, ma raramente ricercata o presente nelle attività auto-organizzate.

Lo scautismo è una delle tante attività cui aderiscono, e molti faticano a portarla avanti con
consapevolezza e costanza. In questo contesto è fondamentale il ruolo del capo
nell’accompagnare i ragazzi alla “scelta”.
Si evidenzia la necessità di regole comuni esplicite, chiare e condivise: non si può dare per
scontato che esista una base di regole comunemente rispettate di anno in anno. I capi sono
spesso costretti a richiamare l’attenzione sulla Legge, sulla Promessa e sulle altre regole del Reparto.
L’organizzazione delle attività da parte dei ragazzi risulta difficoltosa. Le principali cause sono la scarsa capacità di immaginare e poi realizzare un percorso per raggiungere un obiettivo, così come la poca attitudine a pianificare il tempo. Tuttavia, se costantemente seguiti e stimolati, i ragazzi si dimostrano capaci di portare a termine imprese notevoli, di acquisire nuove competenze e di collaborare per raggiungere una meta comune.
In ogni caso il coinvolgimento dei ragazzi nel pensare e progettare le attività è fondamentale per il successo di queste ultime, specialmente per quanto riguarda i più grandi, che sono senza dubbio l’elemento trainante di tutto il Reparto.

16-21 anni (ROVERS E SCOLTE)

I ragazzi di questa età sono, in generale, molto riflessivi, hanno voglia di confronto e di dialogo, che è favorito dal clima di fiducia e rispetto reciproco fra di loro e con i capi.

Fanno fatica a progettare il loro futuro e a prendersi impegni con anticipo, limitando così il successo e la partecipazione a servizi comunitari e alle attività che richiedono tempi certi per la loro organizzazione, come l’autofinanziamento; anche l’organizzazione di una riunione è difficoltosa.

I ragazzi stanno tutti sperimentando il loro percorso spirituale a tappe: inizialmente si pongono con un atteggiamento critico e dubbioso, poi più riflessivi e in ricerca. In quest’ambito hanno bisogno di ricevere costantemente stimoli e testimonianze per proseguire la propria crescita spirituale.

I ragazzi vivono il servizio comunitario o individuale, facendo di esso una scelta personale.

Hanno bisogno di esperienze forti, per capirne il significato ed il senso profondo, in modo da ricavarne strumenti solidi per fare le proprie scelte. Questo comporta però l’esigenza di proporre sempre tante attività, poiché il rischio è che, se si perde il ritmo, non si sentano più stimolati dal percorso. Rispondono positivamente alle attività soprattutto se caratterizzate dal metodo scout, come vita all’aria aperta, autonomia ed essenzialità. A volte, hanno poca cura e rispetto delle piccole cose e dell’ambiente: ne riconoscono il valore e l’importanza, ma fanno fatica a tradurre nel quotidiano (anche in uscita e negli incontri) tale cura.

La Comunità R/S è molto numerosa: ciò rende da un lato difficoltoso l’aspetto organizzativo e, dall’altro, impegnativa la cura delle relazioni. L’alto numero dei ragazzi costituisce una sfida per potere valorizzare il protagonismo di ciascuno, soprattutto dei più timidi. C’è pure il rischio, per alcuni, di non vivere pienamente le attività decise o, talora, di viverle in modo passivo.  I capi, in una comunità numerosa, fanno indubbiamente fatica a seguire ciascuno ragazzo.

I ragazzi vivono la Comunità R/S come un gruppo di amici legati da un’amicizia relativamente profonda. Manca però la capacità di confrontarsi con sincerità attraverso la correzione fraterna: cercano di evitare il conflitto, delegando ai capi la loro gestione.

La Comunità R/S diventa per loro anche una risposta al desiderio e alla necessità di relazioni che sempre di più vengono a mancare nella nostra società liquida: per questo stare nel Clan è rassicurante soprattutto nei momenti critici, come ad esempio la conclusione del percorso formativo delle scuole superiori.

 

OBIETTIVI

La base della proposta educativa scout, pensata dal fondatore Baden-Powell, si basa su quattro punti: formazione del carattere, salute e forza fisica, abilità manuale, servizio al prossimo.

A questi facciamo riferimento per la definizione dei nostri obiettivi:

  1. Formazione del carattere
  • Affascinare i ragazzi alla scoperta di Dio e far nascere il desiderio di un rapporto con Lui attraverso la preghiera, il contatto con la natura, esperienze forti e di testimonianza.
  • Coltivare la relazione con i ragazzi per aiutarli ad esprimere al meglio le proprie capacità.
  • Aiutare i ragazzi a rielaborare le esperienze vissute e a verificarsi; a crescere come individui.
  • Aiutare i ragazzi a far emergere e affrontare le divergenze tra loro.
  • Accompagnare i ragazzi nella loro autoformazione; nella capacità di assumersi progressivamente la responsabilità e la capacità di scelta.
  • Saper valorizzare tempo libero/ozio/siesta come momenti di risveglio di creatività e fantasia.
  • Sviluppare l’attenzione alla cura delle cose, soprattutto se comuni (tende, denaro…)

 

  1. Salute e forza fisica
  • Dare spazio al gioco e al tempo libero.
  • Promuovere stili di vita sana.
  • Offrire occasioni per mettersi alla prova.
  • Usare la bicicletta come mezzo ordinario di spostamento durante le attività.

 

  1. Abilità manuale
  • Sviluppare le tecniche scout per stimolare la creatività e la fantasia.
  • Riscoprire il gusto del saper fare, valorizzando l’intraprendenza e la capacità di trovare soluzioni pratiche.

 

  1. Servizio al prossimo
  • Scoprire la bellezza del servizio verso il prossimo come atteggiamento quotidiano.
  • Privilegiare il servizio che risponde ai bisogni del territorio.
  • Partecipare attivamente alla vita dell‘Unità Pastorale.
  • Creare rete con le altre realtà educanti dell’Unità Pastorale per condividere occasioni di formazione.
  • Stimolare all’apertura verso l’altro attraverso l’educazione alla mondialità per essere cittadini del mondo.

A questi punti ne aggiungiamo un altro, convinti dell’importanza di un’azione educativa condivisa tra Capi e Genitori:

  1. Condivisione tra Famiglie e Comunità Capi
  • Curare l’alleanza con i genitori al fine di condividere e perseguire insieme gli obiettivi educativi.

 

CRITERI DI INGRESSO

Non potendo rispondere a tutte le richieste, la Comunità Capi ha stabilito alcuni criteri attraverso i quali verranno considerate le domande di iscrizione. Li elenchiamo di seguito secondo l’ordine di importanza:

  1. presenza di genitori all’interno del gruppo
  2. età (di inizio percorso)
  3. sesso (parità numerica tra maschi e femmine per quell’anno)
  4. quartiere: appartenenza ai quartieri di San Paolo o San Bortolo (residenza e/o iscrizione alle scuole); poi vengono considerati i quartieri limitrofi – che non hanno un gruppo presente – poi le richieste da zone più lontane
  5. presenza di fratelli all’interno del gruppo
  6. figlio unico (la persona interessata, al momento dell’iscrizione, non ha fratelli)
  7. data di iscrizione.

La Comunità Capi si riserva la facoltà di valutare l’inserimento nel gruppo Scout in determinate e particolari situazioni (ad esempio, eventuali segnalazioni da parte di parrocchie, enti e associazioni operanti nel sociale, ecc).

Il progetto educativo del Gruppo Vicenza 11 per il periodo 2020-2022 è stato sottoscritto dai componenti della Comunità Capi:

  • Francesca Bedin – Capo Gruppo
  • Luca Graldi – Capo Gruppo
  • Nicola Carrarini – Staff Capi Gruppo
  • don Simone Zonato – Assistente Ecclesiastico
  • Micaela Bombana – Capo Branco “Roccia della Pace”
  • Franco Pigatto – Capo Branco “Roccia della Pace”
  • Maria Zamperetti Camilot – aiuto Capo Branco “Roccia della Pace”
  • Alessia Zovi – aiuto Capo Branco “Roccia della Pace”
  • Leonardo De Tata – aiuto Capo Branco “Roccia della Pace”
  • Gabriele Giuliari – aiuto Capo Branco “Roccia della Pace”
  • Sara Zovi – Capo Reparto femminile “Rosa dei Venti”
  • Francesco Zanotto – aiuto Capo Reparto femminile “Rosa dei Venti”
  • Irene Fortuna – aiuto Capo Reparto femminile “Rosa dei Venti”
  • Matteo Terreran – Capo Reparto maschile “Frecce d’Argento”
  • Luca Fortuna – aiuto Capo Reparto maschile “Frecce d’Argento”
  • Gloria Morsiani – aiuto Capo Reparto maschile “Frecce d’Argento”
  • Ilaria Scalchi – Capo Fuoco “Clandestino”
  • Maria Ruggeri – aiuto Capo Fuoco “Clandestino”
  • Matteo Zovi – Capo Clan “Clandestino”
  • Margherita Ruggeri – Maestra dei Novizi
  • Valeria Paone – aiuto Maestra dei Novizi
  • Claudio Cominato – Maestro dei Novizi
  • Giovanni Selmo – Incaricato Branca L/C – Zona Vicenza Berica
  • Paolo Pigatto – Capo a servizio del gruppo