Progetto educativo 2017-2018

INTRODUZIONE

Il Gruppo Scout Vicenza 11 è nato il 22 settembre 1985.

Da diversi anni il gruppo guarda alle esigenze dei quartieri S. Bortolo e Italia partecipando alla vita delle rispettive parrocchie (Cuore Immacolato di Maria e San Paolo Apostolo) e accogliendo per la maggior parte ragazzi di tali quartieri; in alcuni casi, i ragazzi provengono da quartieri e comuni limitrofi al Comune di Vicenza.

All’interno del nostro Gruppo i ragazzi sono suddivisi, a seconda delle età, in tre branche:

  • Branca L/C, il “Branco” – tra gli 8 anni (terza elementare) e i 10 anni (quinta elementare);
  • Branca E/G, il “Reparto” – tra gli 11 anni (prima media) e i 15 anni (seconda superiore);
  • Branca R/S, divisa tra l’anno di “Noviziato” a 16 anni (terza superiore) ed il “Clan-Fuoco” che inizia a 17 anni e conclude il percorso scout all’età di 20-21 anni.

Attualmente il gruppo è costituito da un Branco, due Reparti paralleli, un Noviziato, un Clan/Fuoco e una Comunità Capi con un Assistente Ecclesiastico.

Tutte le Branche svolgono le loro attività all’interno dei locali delle Parrocchie del Cuore Immacolato di Maria e di San Paolo.

Orizzonte dell’azione educativa è la Partenza, un passaggio che consente a ogni ragazza e ragazzo di saper proseguire il proprio cammino da soli, essendo capaci di compiere scelte autonome e consapevoli, di essere responsabili verso se stessi e verso gli altri, testimoni della Parola del Signore, portando, nel proprio ambiente di vita, i valori appresi nell’esperienza dello scautismo.

La Comunità Capi ha scelto, in vista dei cambiamenti che si prevedono e che riguardano il nuovo assetto organizzativo delle Parrocchie (Unità pastorale), di elaborare un progetto Educativo di passaggio, una sorta di “ponte” che ha la durata di un anno, propedeutico al Progetto Educativo triennale. Questo cambiamento è per noi un’occasione sfidante, per comprendere quale ruolo il nostro gruppo possa giocare all’interno di una più ampia comunità che cambia e dovrebbe ritrovarsi alla luce della fede che condividiamo.

L’analisi del contesto è stata frutto di un confronto/ascolto con alcuni opinion leader delle quattro parrocchie che formeranno l’Unità Pastorale (CIM, S. Paolo, Laghetto, Polegge).

 

ANALISI

Analisi del contesto

La realtà nella quale il nostro gruppo si colloca è cambiata negli ultimi anni. Il perdurare della crisi economica ha coinvolto e influenzato la quotidianità delle famiglie, anche nei nostri quartieri, spingendoci a considerare ancora e sempre più necessario uno stile di vita essenziale e una scelta critica dei nostri consumi.

La multiculturalità abbraccia sempre più gli ambienti e le relazioni che viviamo, dalla scuola alla parrocchia e agli spazi dei quartieri, spingendoci ad aprirci e a conoscere le altre realtà presenti.

Sembra aumentare in maniera significativa il problema della solitudine e dell’isolamento, in particolare della popolazione anziana, che – unitamente alla difficoltà di arrivare a fine mese – provoca un’emarginazione che desta preoccupazione.

Nel contempo sta aumentando l’inaridimento dei rapporti sociali, la chiusura e la crescita dell’individualismo, la mancanza di fiducia nell’altro e la chiusura in sé con una sempre maggiore percezione di insicurezza.

In questo contesto di progressiva liquidità delle relazioni, si inserisce il tentativo di un percorso verso un’Unità Pastorale che viene percepita da alcuni come opportunità, da altri come perdita di identità. Il nostro gruppo è chiamato a vivere quest’occasione aprendosi maggiormente alla comunità e ai bisogni espressi nel territorio.

Analisi interna

In questi anni la domanda di ingresso al gruppo Scout è rimasta elevata, anche in concomitanza con il depauperamento delle attività di altri gruppi giovanili nei quartieri. Il gruppo Scout è una delle poche occasioni educative organizzate capaci ancora di attrarre i ragazzi e di offrire proposte e attività capaci di rispondere alle esigenze delle famiglie del territorio. È da registrarsi positivamente l’avvio di attività del gruppo Scout di Caldogno, con sede a Cresole, nato anche con il supporto del Vicenza 11.

I ragazzi sono molto coinvolti nelle attività, appassionati e protagonisti.

Riteniamo positiva e stimolante l’esperienza di accompagnamento ai cresimandi, occasione di formazione cristiana al Sacramento che ha coinvolto decine di ragazzi del nostro gruppo.

Rispetto al passato va sottolineata la diminuzione del numero di capi, in particolare provenienti dal Clan; questo fenomeno ci interroga riguardo la sostenibilità del gruppo in futuro.

Positivo il coinvolgimento di adulti con esperienza scautistica, frutto anche della collaborazione tra capi e genitori, maturata nel corso degli ultimi anni. Riteniamo importante continuare a far leva sulla collaborazione fra capi e genitori e ci impegniamo affinché questo rapporto continui per la realizzazione di questo progetto educativo.

L’ascolto dei ragazzi e l’aver percorso anni di cammino insieme è presente nella sintesi dei loro interessi, aspirazioni, attese e sentimenti, oltre che di carenze e urgenze che qui proponiamo divise per fasce d’età:

8-10 anni

Grazie alla loro fantasia, i bambini in età di scuola primaria si entusiasmano, si divertono facilmente e sanno stupirsi delle piccole cose. Allo stesso tempo la naturale energia che li contraddistingue ne accorcia i tempi di attenzione e la capacità di rimanere coinvolti a lungo in un’attività.

La loro settimana, organizzata dagli adulti, è scandita da numerosi impegni a discapito del tempo libero, spazio che, se insegnato a vivere in modo creativo, diventa trampolino per dare forma alla fantasia e capire i propri sogni.

Nei bambini di oggi si riscontra un forte bisogno di movimento, di avventura e di manualità. Si avvertono inoltre le necessità di sentirsi affidate alcune responsabilità e di sperimentare la libertà dal nucleo familiare per cominciare a scoprire la propria identità.

Nelle relazioni i bambini dimostrano una grande spontaneità e sono molto aperti con gli adulti significativi per loro, nei quali cercano un punto di riferimento.

11-15 anni

In età di reparto i ragazzi iniziano a sviluppare la propria personalità. Tuttavia, per una certa insicurezza di fondo, si adagiano al conformismo per non sentirsi esclusi dal gruppo. È in quest’età che si iniziano a marcare più significativamente le differenze di genere, pur dimostrando una crescente voglia di occasioni di confronto e contatto tra i due sessi. Ragazzi e ragazze sono animati da una grande voglia di avventura che li fa accogliere con entusiasmo qualsiasi proposta di autonomia e vita all’aria aperta e che li invoglia ad imparare a vivere le esperienze scout con maggior competenza. Cercano nell’adulto accoglienza e coerenza. I grandi riescono a gestire e trainare bene il gruppo, che risulta essere caratterizzato da un clima positivo di unione e condivisione. Tuttavia, spesso manca il trapasso di nozioni dai grandi verso i più piccoli. Il sentiero viene spesso vissuto come un compitino da fare e non come occasione per crescere e migliorarsi, probabilmente anche perché i ragazzi e le ragazze fanno fatica a star dietro agli impegni a causa della grande mole di impegni extra associativi che già riempiono le loro giornate. Le ragazze si prendono cura sia del gruppo a cui appartengono sia dei più piccoli. Si sentono libere di condividere le loro riflessioni ma faticano ad esternare le proprie difficoltà e i propri sentimenti. Hanno sviluppato negli anni un buon senso pratico e riescono ad organizzare bene le attività da svolgere con il reparto e, in misura minore, con la squadriglia. Esprimono un forte bisogno di sfidarsi e stare insieme, sono molto propositive anche se rischiano di farsi vincere dalla pigrizia.

I ragazzi mostrano un approccio alle tecniche e alla vita scout molto pratico; negli anni sono molto migliorati nelle attività di espressione. Si sentono liberi di essere loro stessi nel gruppo ma presentano ancora delle difficoltà nel vivere i momenti più seri, come il momento della preghiera. Inoltre, faticano a portare avanti l’organizzazione e la gestione delle attività di gruppo.

16-21 anni

I ragazzi in età R/S sono molto interessati a partecipare attivamente alla cittadinanza, contribuendo in prima persona con proposte concrete per realizzare e gestire gli spazi pubblici cittadini di loro interesse.

Sono proiettati a vivere le esperienze di servizio più in comunità che singolarmente, e hanno ancora bisogno di maturare il servizio come scelta personale e non come un’attività della branca.

Concepiscono la Comunità R/S come un gruppo di amici legati da un’amicizia relativamente profonda, in cui però manca la capacità di confrontarsi con sincerità attraverso la correzione fraterna, con lo scopo di desiderare una comunità in cui credere, crescere insieme, far fatica insieme ed aiutarsi a vicenda.

I ragazzi hanno bisogno di esperienze forti, per capirne il significato ed il senso profondo, in modo da ricavarne strumenti solidi per fare le proprie scelte.

Rispondono positivamente alle attività soprattutto se caratterizzate dal metodo scout, come vita all’aria aperta, autonomia ed essenzialità; desiderano comunque essere loro stessi i protagonisti nell’organizzare l’attività, diffidando da quelle proposte dai capi.

I ragazzi stanno tutti sperimentando il loro percorso spirituale a tappe, prima critici e dubbiosi, poi più riflessivi ed in ricerca, ed hanno bisogno di ricevere costantemente stimoli e testimonianze per proseguire nella propria crescita spirituale.

L’esigenza di fumare è diventata per alcuni una dipendenza che rischia di isolare questi elementi dalla comunità e sacrificarne il senso di appartenenza.

OBIETTIVI

La base della proposta educativa scout, pensata dal fondatore Baden-Powell, si basa su quattro punti: formazione del carattere, salute e forza fisica, abilità manuale, servizio al prossimo. A questi facciamo riferimento per la definizione dei nostri obiettivi:

  1. Formazione del carattere
  • Affascinare i ragazzi alla scoperta di Dio e far nascere il desiderio di un rapporto con Lui attraverso la preghiera, il contatto con la natura, esperienze forti e di testimonianza.
  • Coltivare la relazione con i ragazzi per aiutarli ad esprimere al meglio le proprie capacità.

 

  1. Salute e forza fisica
  • Dare spazio al gioco e al tempo libero.
  • Promuovere stili di vita sana.
  • Offrire occasioni per mettersi alla prova.

 

  1. Abilità manuale
  • Sviluppare le tecniche scout per stimolare la creatività e la fantasia.
  • Riscoprire il gusto del saper fare, valorizzando l’intraprendenza e la capacità di trovare soluzioni pratiche.

 

  1. Servizio al prossimo
  • Scoprire la bellezza del servizio verso il prossimo come atteggiamento quotidiano.
  • Privilegiare il servizio che risponde ai bisogni del territorio.
  • Partecipare attivamente alla vita della nascente Unità Pastorale.

A questi punti ne aggiungiamo un altro, convinti dell’importanza di un’azione educativa condivisa tra Capi e Genitori:

  1. Condivisione tra Famiglie e Comunità Capi
  • Curare l’alleanza con i genitori al fine di condividere e perseguire insieme gli obiettivi educativi.

 

CRITERI DI INGRESSO

Non potendo rispondere a tutte le richieste, la Comunità Capi ha stabilito alcuni criteri attraverso i quali verranno considerate le domande di iscrizione. Li elenchiamo di seguito secondo l’ordine di importanza:

  1. presenza di genitori all’interno del gruppo
  2. età (di inizio percorso)
  3. sesso (parità numerica tra maschi e femmine per quell’anno)
  4. quartiere (appartenenza ai quartieri di San Paolo o San Bortolo; poi vengono considerati i quartieri limitrofi – che non hanno un gruppo presente -, poi le richieste da zone più lontane)
  5. presenza di fratelli all’interno del gruppo
  6. figlio unico (la persona interessata, al momento dell’iscrizione, non ha fratelli)
  7. data di iscrizione.


La Comunità Capi si riserva la facoltà di valutare l’inserimento nel gruppo Scout in determinate e particolari situazioni (ad esempio, eventuali segnalazioni da parte di parrocchie, enti e associazioni operanti nel sociale, ecc).

 

I NOSTRI VALORI

I valori che ispirano la nostra azione sono quelli dello scautismo, sintetizzati dalla Legge e dalla Promessa.

La Legge scout

La Guida e lo Scout:

  1. pongono il loro onore nel meritare fiducia;
  2. sono leali;
  3. si rendono utili e aiutano gli altri;
  4. sono amici di tutti e fratelli di ogni altra Guida e Scout;
  5. sono cortesi;
  6. amano e rispettano la natura;
  7. sanno obbedire;
  8. sorridono e cantano anche nelle difficoltà;
  9. sono laboriosi ed economi;
  10. sono puri di pensieri parole e azioni.

La Promessa scout

Con l’aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio:

  • per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese;
  • per aiutare gli altri in ogni circostanza;
  • per osservare la Legge scout.

 

MOTTO

Il motto dei lupetti è “del nostro meglio” ed esprime lo spirito di impegno dei lupetti a migliorarsi, a superarsi continuamente, a progredire nel bene.

Il motto degli esploratori e delle guide è “sii preparato” (estote parati) ed esprime la disponibilità ad essere sempre pronti ad aiutare gli altri con competenza.

Il motto dei rovers e delle scolte è “servire” ed esprime la convinzione che il vero modo per essere felici sia quello di procurare la felicità agli altri mettendosi a loro servizio.

Il progetto educativo del Gruppo Vicenza 11 per il periodo 2017-2018 è stato sottoscritto dai componenti della Comunità Capi:

  • Elisa Dalla Pria – Capo Gruppo
  • Luca Graldi – Capo Gruppo
  • Claudio Cominato – Staff Capi Gruppo
  • Nicola Carrarini – Staff Capi Gruppo
  • don Simone Zonato – Assistente Ecclesiastico
  • Micaela Bombana – Capo Branco “Roccia della Pace”
  • Alberto Dal Sasso – Capo Branco “Roccia della Pace”
  • Maria Ruggeri – Aiuto Capo Branco “Roccia della Pace”
  • Margherita Ruggeri – Capo Reparto femminile “Rosa dei Venti”
  • Anna Miotti – Aiuto Capo Reparto femminile “Rosa dei Venti”
  • Paolo Pigatto – Capo Reparto maschile “Frecce d’Argento”
  • Sara Zovi – Aiuto Capo Reparto maschile “Frecce d’Argento”
  • Matteo Terreran – Aiuto Capo Reparto maschile “Frecce d’Argento”
  • Ilaria Scalchi – Capo Fuoco “Clandestino”
  • Franco Pigatto – Capo Clan “Clandestino”
  • Marco Boesso – aiuto Capo Clan “Clandestino”
  • Irene Silvan – Maestra dei Novizi
  • Matteo Zovi – Maestro dei Novizi
  • Giovanni Selmo – Incaricato Branca L/C – Zona Vicenza Berica
  • Andrea Dell’Orco – Capo a servizio del gruppo

PROGETTO EDUCATIVO 2017-2018